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  • Redazione O.NA.P.S

Sicurezza nei luoghi di lavoro: lo spot di EFEI per ricordare l'importanza di proteggersi

Diffuso in questi giorni sulle principali testate giornalistiche e sulle reti televisive nazionali, lo spot per informare ed educare alla responsabilità

Sicurezza sui luoghi di lavoro: un tema ricorrente e sul quale teoria e pratica fanno fatica a viaggiare in tandem. Lo dimostrano purtroppo le statistiche. Secondo i dati raccolti e messi a disposizione dall'INAIL, le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e settembre 2020 sono in calo del 21,8%, ma aumentano del 18,8% quelle con esito mortale. Sottolineando come i dati siano fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus, che fra marzo e parte di maggio ha imposto la sospensione su tutto il territorio nazionale di tutte le attività produttive considerate non necessarie determinando di conseguenza il calo delle denunce per infortunio, resta tuttavia da rilevare il dato assoluto: 366.598. Un numero ancora altissimo che fa pensare e lascia solo immaginare le difficoltà e, in alcuni casi, i drammi che possono essere causati da eventi accidentali, comportamenti scorretti, non utilizzo dei dispositivi di protezione personale e, più in generale, mancato rispetto di regole che esistono da tempo per tutelare la salute e il benessere di chi lavora. Ne è ben consapevole EFEI (Ente Paritetico Bilaterale Nazionale per la Formazione) che da 30 anni eroga formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in affiancamento a soggetti privati (studi e agenzie convenzionati) sull'intero territorio nazionale. Formare ed informare sui rischi di vario genere e natura da cui proteggersi nello svolgimento delle diverse attività lavorative è per EFEI una mission, stabilita dalla legge, ma anche la sfida da affrontare continuamente ricorrendo anche a strumenti e linguaggi diversi da quelli "canonici" dei corsi di formazione che l'ente offre. E' proprio di questi giorni la diffusione sulla piattaforma dell'Ente (accessibile a tutti i soggetti convenzionati) e sui suoi canali social dello spot realizzato sul tema della sicurezza sul lavoro. "L'importante non è solamente proteggersi ma anche e soprattutto proteggere": è questo lo slogan dello spot girato dal regista Mirko Alivernini, realizzato completamente con smartphone a doppia intelligenza artificiale e con la presenza di Fabio Martorana, in duplice veste di attore ed ingegnere. Il cast è composto da attori come Giulio Dicorato, volto noto al cinema e in videoclip nazionali ed internazionali, Luigi Converso, altro personaggio conosciuto per il ruolo di capomafia nella serie "La notte dei clan" e "Nika, vite da strada", e ancora Roberta Aguzzi, Mauro Mascitti e Jole Risi. Lo spot, realizzato interamente in Calabria sotto l'attenta guida del presidente EFEI Daniele Gregorio Scalise, adotta uno stile comunicativo immediato, fatto di poche parole (e niente retorica) e basato sulla forza espressiva degli attori coinvolti. «Abbiamo deciso di valorizzare la mimica degli attori, evitare dialoghi che potessero appesantire il messaggio, puntare l'obiettivo sugli sguardi – spiega l'ing. Martorana – per fare leva sulle emozioni e ribadire il concetto della responsabilità. La responsabilità verso la propria famiglia la cui serenità e il cui equilibrio possono essere sconvolti da un infortunio sul lavoro ma anche verso i colleghi, che potrebbero divenire vittime della negligenza o della superficialità di chi non adotta le necessarie misure di sicurezza, per poi incolpare il "destino"». «Molto spesso sul posto di lavoro vengono ignorate delle regole fondamentali per la sicurezza dei lavoratori. Un gesto, una parola, un consiglio possono essere decisivi e fare la differenza – aggiunge Martorana – Da formatore nel settore della sicurezza, percepisco la mancanza di questa responsabilità, non c'è abbastanza attenzione verso gli altri. Che si parli di rischio fisico, chimico o biologico, come quello rappresentato in questo periodo dal contagio da Covid-19, si dà poco valore ai propri comportamenti come strumento per tutelare chi lavora al nostro fianco. Non sono ancora abbastanza coloro che credono che la sicurezza sul lavoro sia prima di tutto un diritto che eleva la qualità della nostra vita e non semplicemente un obbligo». «La formazione dovrebbe essere colta come un'opportunità – conclude l'ingegnere - non soltanto per ridurre il rischio di infortuni ma anche quello delle malattie professionali spesso dovute a posture, abitudini, movimenti scorretti nell'esercizio della propria attività. Mi piace sempre precisare che la sicurezza sui luoghi di lavoro è, nella sua accezione di base, il mentenimento di uno stato di benessere psico-fisico nello svolgimento della propria professione».

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